A COSA SERVE L’ENDOSCOPIO IN EDILIZIA?

Il principio su cui si fonda l’endoscopia professionale è mutuato dalla sua più nota applicazione in campo medico: attraverso l’utilizzo di strumenti ottici – gli endoscopi – si analizzano le cavità interne di apparecchiature e materiali. Ad esempio, uno dei settori in cui contribuisce ai processi di analisi è quello delle costruzioni.

A che cosa serve un endoscopio in edilizia? Ci permette di indagare sullo stato di salute delle murature permettendo ai tecnici di valutare la stabilità, lo stato di usura e tanti altri aspetti dei materiali utilizzati nella realizzazione dell’edificio.

Nelle prossime righe andremo ad osservare da vicino come viene utilizzato un endoscopio per il settore edile e quali risultati consente di ottenere.

Come funziona l’indagine endoscopica in edilizia?

L’indagine endoscopica in edilizia è un tipo di controllo non distruttivo, ovvero non è necessario demolire alcuna struttura per analizzare i materiali. L’endoscopio infatti viene inserito in cavità già presenti oppure, qualora non ce ne fossero, aprendo un piccolo foro del diametro di pochi centimetri, all’interno del quale verrà fatto passare successivamente lo strumento ottico.

Attraverso le sonde è possibile analizzare le diverse tipologie di muratura presenti, così come lo stato delle strutture portanti.

L’analisi endoscopica delle murature è inserita anche tra le prove previste dalla Circolare N. 633/STC del 03/12/2019, rilasciata dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, per quanto riguarda i controlli sui materiali utilizzati in strutture e costruzioni già esistenti.

Come si utilizza l’endoscopio in edilizia?

I tecnici eseguiranno le prove sulla muratura eseguendo alcuni passaggi principali. Proviamo ad elencarli uno ad uno:

  • asportazione dell’intonaco: l’intonaco, ovvero lo strato di malta che ricopre la muratura, rappresenta una costante nelle costruzioni ultimate. Per poter procedere con l’indagine endoscopica è importante rimuovere una piccola parte di questa superficie, anche semplicemente forandola con un trapano;
  • perforazione: il trapano consente di perforare l’intonaco e di proseguire con la punta verso la muratura da analizzare. Quest’ultima ha solitamente un diametro compreso tra i 5 ed i 30 millimetri;
  • pulizia della cavità: una volta eseguito il foro è necessario rimuovere la polvere ed i vari detriti presenti nella cavità che ospiterà l’endoscopio;
  • introduzione dell’endoscopio: a questo punto viene inserito lentamente lo strumento nel foro, il quale registrerà le immagini. L’endoscopio sarà inserito ed estratto più volte affinché non si otterranno tutte le immagini necessarie per redigere una valutazione accurata dello stato del materiale.

Cosa permette di analizzare l’endoscopio in edilizia?

L’endoscopio in edilizia fornisce dati precisi sulla stratigrafia della muratura. Con questo termine si intende l’insieme dei materiali che compongono il muro esterno. I tecnici redigono una scheda che valuta nello specifico la qualità dei materiali attraversati, la morfologia ed il loro stato di conservazione.

Grazie all’endoscopia edilizia è possibile studiare la sicurezza di monumenti e case, così come individuare tempestivamente crepe e segnali di cedimento strutturale.

I dati raccolti tramite l’endoscopia professionale sono fondamentali in campo edile per effettuare valutazioni di vulnerabilità sismica e diagnosi energetica. Infatti, le informazioni ottenute sono di vitale importanza per delineare i comportamenti reali dei materiali in caso di sollecitazioni di un certo spessore, proprio come quelle di un terremoto.

Al tempo stesso i risultati forniti dall’endoscopio ci possono offrire un quadro dei possibili consumi dell’edificio. L’indagine endoscopica analizza il cosiddetto “involucro edilizio opaco”, il quale comprende i cosiddetti “elementi non trasparenti”, ovvero le pareti, le strutture orizzontali e le coperture.

L’analisi stabilisce con precisione il livello di trasmittanza termica (quantità di calore che passa da un ambiente riscaldato ad un ambiente freddo attraverso una data superficie): un indicatore essenziale per la redazione dell’APE (attestato di prestazione energetica) e la stesura della relazione energetica richiesta dagli enti competenti in caso di ristrutturazioni ed ampliamenti volumetrici.

I vantaggi di un endoscopio flessibile a fibre ottiche in edilizia

L’endoscopio flessibile a fibre ottiche rappresenta indubbiamente un’evoluzione tecnologica rispetto ai classici strumenti standard. Si contraddistingue per la sua snodabilità e la capacità di allungarsi, caratteristiche che lo rendono particolarmente adatto per muoversi dentro cavità complesse e difficili da raggiungere.

Il suo punto di forza è però rappresentato dalla presenza delle fibre ottiche, che consentono di catturare immagini ad altissima definizione praticamente in tempo reale. Tutto ciò migliora la qualità dell’ispezione e riduce sensibilmente le tempistiche delle operazioni.

Come funziona l’endoscopio flessibile di Fiber Optic?

Il sistema ottico del fibroscopio è costituito da un fascio di fibre di vetro coerenti. La singola fibra è formata da un nucleo di vetro ricoperto da una pellicola protettiva, sempre in vetro, ma con indice di rifrazione più basso. 

La differenza di rifrazione fa sì che i raggi di luce, che percorrono la fibra, siano riflessi dalla pellicola protettiva dando così luogo alla trasmissione dell’immagine sotto forma di pixel. 

Nel catalogo di Fiber Optic troverai una vasta gamma di endoscopi adatti a qualunque genere di applicazione industriali e dotati di diametri in grado di ispezionare anche le cavità più piccole. Contattaci per avere maggiori informazioni: ti aiuteremo a semplificare tutte le tue operazioni di controllo!



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